Chiesa di Santa Teresa alla Kalsa

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Nel cuore dell’antico quartiere della Kalsa sorge la chiesa di Santa Teresa, una delle alte espressioni del barocco palermitano,  gemella della chiesa della Pietà, fu ideata da Giacomo Amato tra il 1686 e il 1706 per le Carmelitane scalze che abitavano il vicino monastero.

La Chiesa e il Monastero di Santa Teresa alla Kalsa e il Barocco Palermitano

La Chiesa di Teresa d’Ávila alla Kalsa, situata nell’omonima piazza, rappresenta uno degli esempi più ragguardevoli di architettura religiosa barocca a Palermo. Questo complesso monastico-ecclesiastico, che si affaccia sulla Piazza Kalsa in direzione del mare, testimonia la profonda stratificazione storica del quartiere, poiché l’area era stata precedentemente utilizzata come cimitero in epoca musulmana.

Storia e Progettazione del Complesso

La fondazione del monastero, retto secondo la Regola di Santa Teresa, fu avviata nel 1628 dalle Carmelitane Scalze, sotto il patrocinio del Duca di Montalto e di Maria Paceco Principessa di Paceco. L’istituto ottenne il nulla osta papale da Urbano VIII tramite bolla pontificia nel 1629. Dopo un primo sito rivelatosi inadatto, nel 1653 la comunità si trasferì presso il palazzo Gambacurta, adattandolo a nuova sede monastica.

L’attuale chiesa, la cui costruzione fu avviata nel 1686, fu progettata dall’architetto palermitano Giacomo Amato, appartenente all’Ordine dei Crociferi. L’edificazione richiese circa vent’anni, concludendosi nel 1706 con la benedizione solenne. Il vicino monastero, dal quale le monache si trasferirono nel 1866 a seguito delle leggi eversive, fino agli anni ’30 del Novecento ha ospitato l’Istituto delle Artigianelle col compito di accogliere, dare assistenza e impartire un’educazione artigiana a giovani adolescenti abbandonate o rimaste orfane.
In origine, la chiesa era collegata al monastero tramite un ponticello sulla via, ora non più esistente.

Analisi della Facciata della chiesa di Santa Teresa

La poderosa facciata, considerata una delle espressioni più alte del barocco palermitano, si sviluppa su due ordini. Essa è scandita da elementi verticali – paraste, semicolonne e colonne libere – il cui plasticismo aumenta progressivamente in corrispondenza dell’asse centrale. Questa struttura presenta membrature energicamente scolpite nella pietra viva.

La parte centrale è aggettante, delimitata da coppie di paraste doppie, con sei colonne, con capitelli corinzi, disposte con una prospettiva convessa, in modo da incorniciare il portale. Al di sopra, un tondo marmoreo sorretto da due fanciulli reca un bassorilievo raffigurante la Sacra Famiglia e lo Spirito Santo, opera attribuita a Cristoforo Milanti, scultore trapanese attivo alla fine del XVII secolo. Quattro nicchie contengono statue in stucco o marmo che arricchiscono le pareti del primo ordine. Da sinistra a destra sono raffigurati: san Giovanni della Croce, Sant’Anna, Santa Teresa d’Avila e san Domenico.

Il secondo ordine è una riproposizione, sebbene in formato lievemente ridotto, della parte centrale inferiore. Ai lati del grande portale centrale del secondo ordine, si trovano le statue di due santi carmelitani non specificati.
L’insieme si chiude con un frontone mosso e un timpano spezzato e sovrapposto, che contiene lo stemma dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi. Due volute raccordano la sopraelevazione alle terrazze laterali dotate di balaustre.

Gli interni e le opere d’Arte

Navata Centrale della Chiesa
Navata Centrale della Chiesa

L’interno appare di dimensioni contenute rispetto all’imponenza del prospetto. Presenta una singola navata con profonde cappelle laterali. Lo spazio unitario è definito da larghe lesene e solide colonne. Nella controfacciata è addossato il coro, sostenuto da otto colonne in marmo di Billiemi.

L’apparato decorativo in stucco dell’aula fu realizzato nei primi anni del Settecento. Si tratta di un’elegante decorazione che include accenni dorati, opera di Giuseppe Serpotta (fratello di Giacomo Serpotta) e Procopio Serpotta (figlio naturale di Giacomo). Il pavimento, di grande pregio artistico, è un contesto di tarsie in marmo policromo, disegnato dallo stesso architetto Giacomo Amato.

Tra le opere d’arte ospitate nelle cappelle laterali si evidenziano:

Cappella di Santa Teresa d’Ávila (lato sinistro): La tela Trasverberazione del cuore di Santa Teresa (o Estasi), ritenuta uno dei capolavori del pittore fiammingo Guglielmo Borremans, realizzata nel 1722.

Cappella del Santissimo Crocifisso (lato destro): L’apparato scenico di grande effetto plastico presenta una raffigurazione marmorea della Crocifissione (con la Vergine Addolorata, Santa Maria Maddalena e San Giovanni), scolpita in marmo bianco di Carrara da Ignazio Marabitti tra il 1781 e il 1783. Il Cristo è in legno policromo.

Cappella della Madonna del Carmine (lato sinistro): La pala d’altare che raffigura la Madonna del Carmine nell’atto di consegnare lo scapolare a San Simone Stock, opera del Cavaliere Sebastiano Conca.

Cappella della Sacra Famiglia (lato destro): La pala raffigurante La Sacra Famiglia con i santi Anna e Gioacchino, Elisabetta e Zaccaria, tela del pittore romano Giovanni Odazzi (prima metà del XVIII secolo).

Statua di Santa Teresa del Bambin Gesù
Statua di Santa Teresa del Bambin Gesù

Il Presbiterio e l’Altare Maggiore

L’altare maggiore è particolarmente sfarzoso, decorato con pietre semipreziose come agate, ametiste e lapislazzuli, legate da cornici di rame dorato. L’altare e il portale assemblato sulla parete sinistra provengono dalla demolita chiesa della Madonna delle Raccomandate in via Maqueda.

Sull’altare maggiore campeggia una grande tela di Gaspare Serenario, realizzata nel 1746, raffigurante la Proclamazione della maternità divina di Maria Santissima al concilio di Efeso nel 431. Sulla trabeazione superiore è collocata una pregevole raffigurazione dello Spirito Santo sotto forma di colomba, da cui si irradiano raggi dorati, simbolo dei sette doni e dei dodici frutti, circondata da sedici testine di angioletti.

Ai lati della pala d’altare si trovano due statue in stucco raffiguranti Sant’Anna e Santa Teresa d’Ávila, pregevoli opere di Giacomo Serpotta. La figura di Santa Teresa è ritratta con un volto misticamente ispirato e tiene in mano una penna e un libro, attributi del Dottore della Chiesa.
Le pareti del presbiterio sono inoltre arricchite da quattro piccoli quadri di Antonio Grano che rappresentano simboli eucaristici.

Presbiterio della Chiesa di Santa Teresa alla Kalsa
Chiesa di Santa Teresa alla Kalsa – Presbiterio

Alcune curiosità

L’altare maggiore ed il portale laterale (sul fianco sinistro) provengono da una non più esistente chiesa che si trovava in via Maqueda: chiesa della Madonna delle Raccomandate, abbattuta nel 1924 per l’apertura di via Torino.

Un’altra curiosità riguarda il Monastero delle Carmelitane che abitavano il complesso. Intorno alla metà dell’800 l’allora cardinale Ferdinando Maria Pignatelli, dopo il rifiuto della madre superiora a vendere un lotto del terreno pertinente, arrivò alle mani con una delle monache di clausura, con grande scandalo dei presenti!
Se interessato, puoi leggere questa curiosa vicenda qui: La rissa tra il Cardinale di Palermo e la monaca di clausura.

Informazioni Utili per la Visita

Per chi desidera approfondire la conoscenza di questo capolavoro del barocco siciliano, di seguito sono riportate le informazioni essenziali per la visita:

DettaglioInformazione
IndirizzoPiazza della Kalsa, 90133 Palermo (PA)
Orari di AperturaAperto tutti i giorni. Generalmente 8:00-11:00 e 16:30-18:00. Si consiglia di contattare la struttura per verificare la corrispondenza degli orari.
Costo BigliettiGratuito
Contatti Telefonici+39 091 6171658 (o 688); +39 091 616 2282
Emailsantateresakalsa@arcidiocesi.palermo.it
Orario MesseFeriali: 7:30 e 18:30. Domenica e festivi: 8:00, 11:00 e 18:00.
Ente GestoreArcidiocesi di Palermo
AccessibilitàNon accessibile a diversamente abili. Accessibile per non vedenti.
Nei DintorniLa chiesa è vicina alla Chiesa di Santa Maria della Pietà, Villa Giulia e l’Orto Botanico

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Samuele Schirò
Samuele Schirò
Direttore responsabile e redattore di Palermoviva. Amo Palermo per la sua storia e cultura millenaria.

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