Viviana SpanòCorpi nudi, voluttuosi, seducenti. I soggetti sono chiari e schietti, è evidente che non vogliono nascondere neanche un impercettibile segno di ciò che è la loro esteriorità. Sembra di aver visto tutto di loro, ma qualcosa manca, l’occhio, lo specchio che rivela l’animo della persona ed il suo vero essere, in queste figure non si vede. Si nasconde sotto una benda, dietro una ciocca di capelli, oppure si perde oltre i confini della tela, per farci notare che l’apparenza non basta a capire chi abbiamo davanti.
Così le avvenenti forme si incontrano fugacemente con lo spettatore, che si trova nell’impossibilità di conoscere davvero i soggetti dipinti ed è costretto a cercare la profondità in altri aspetti del dipinto, quelli meno evidenti. Ci si ritrova dunque rapiti nelle armoniose pennellate che ricreano la sinuosità di un corpo, oppure persi nei lunghi grovigli di capelli, contorti come flussi di pensiero o raccolti in acconciature esotiche, notando nuovi particolari ogni volta che si volge lo sguardo ad un angolo che credevamo di conoscere a memoria.
Viviana Spanò è dunque in grado di creare soggetti dalla bellezza mutevole che incantano lo spettatore e lo spingono ad interrogarsi su cosa si nasconda dietro quelle forme attraenti e quei colori brillanti, la cui superficie è abilmente scalfita da sottili solchi che creano tridimensionalità e che ci permettono di vedere simbolicamente oltre ciò che è esteriore e palese.Viv

In realtà le parole non saranno mai sufficienti ad esprimere ciò che queste opere suscitano in chi le guarda, anche perché tali sentimenti sono destinati ad essere dissimili, discordanti, unici, proprio come i soggetti in esse rappresentati. Ma è proprio questa la loro bellezza, la capacità di rapirci al primo sguardo e l’indiscusso potere di mostrarsi sempre nuovo, misterioso e nudo con il passare del tempo.
Les Femmes, sensuali ed espressive, ci proiettano all’interno di un mondo dal sapore surreale e creano un’atmosfera onirica, dove spazio e tempo si annullano, per lasciare che il pensiero vaghi libero, tra le schiene lisce ed i seni torniti.
Grazie al suo personalissimo bagaglio di cultura e di vita, Viviana Spanò è in grado di metterci di fronte ad una realtà teatrale, una realtà forse fittizia, ma non per questo meno veritiera, una dimensione pirandelliana che trasforma il nostro aspetto esteriore nella maschera di noi stessi e che ci spinge a riflettere sulle allegorie sociali che quotidianamente ci circondano.
L’apparente strumentalizzazione dei corpi nasconde così il carattere e la forza che solo le donne possiedono, diventando così un inno visivo alla femminilità e all’essere donna.

Un occhio attento è in grado di andare oltre l’apparenza, rompendo tutte le pareti di ciò che semplicemente è palese, vedendo oltre il velo di un erotismo artistico che porta con se tutta una serie di significati più o meno intrinseci dal carattere molto più filosofico. Solo un vero osservatore sa riconoscere il vero valore che queste opere conservano, vedendole come autentiche punte di iceberg dell’espressione e trascendendo la tela per cercare gli occhi di questi soggetti senza volto, e capire realmente il loro stato d’animo.
Forse qualcuno potrebbe non andare oltre ciò che è, e vedere solamente nudità e sesso.

Ma queste donne sono nude? Tutt’altro, sono imperscrutabili.

Samuele Schirò

4 COMMENTI

  1. Dopo Modigliani, per chi si inoltra nei meandri sublimi del nudo, commette un errore di presunzione, in quanto , i nudi di modigliani arrivano ad una sintesi di interpretazione formale, entro cui la bellezza estetica e anatomica raggiunta ,sono alla pari di quella , di un Botticelli, il più lontano, a Picasso, il più vicino. L’autrice attuale, dalle intenzioni di tutto rispetto, sembra tradurre mancanze di abilità disegnativa, di conoscenza anatomica, di preparazione sufficiente per farsi interprete senza peccati di forma,per quanto questa voglia fuggire dagli schei classici come usualmente intesi.Il colore poi, mi sembra poco governato e simulato, più casuale o imbrattato. Consiglio al’autrice di cercare l’autore MATTIOTTI, IL POETA che DISEGNA, per comprendere e imparare………………………………………………Cosa significa essere artigiani del colore e abili maestri del SEGNO, senza del quale, essere autori, oggi, è cosa difficile . Ho tentato anch’io, ma mi sono ritirato in tempo!…….

    • Caro Giovanni, l’arte è creatività, espressione di se stessi, quindi imprevedibile, ognuno di noi è diverso dall’altro e si esprime dunque in modo personale. L’opera d’arte è tale perché scaturisce emozione principalmente a chi la crea, poi se emoziona anche chi la osserva dal di fuori bene altrimenti fa lo stesso. Personalmente gradisco molto questo genere di pittura.
      Serafina

  2. Sono andato a vedere la mostra l’altro giorno e l’ho trovata molto interessante. Mi piacciono molto i colori e il modo in cui vengono dipinti sulla tela e graffiati. Complimenti anche per il bell’articolo e complimenti vivissimi anche all’autrice dei quadri, davvero piena di talento.

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