Oggi vi porto alla scoperta della chiesa di Sant’Antonio di Padova, meglio conosciuta dai palermitani come chiesa di Sant’Antonino, un luogo a me caro per avervi trascorso gli anni della mia adolescenza. La chiesa è custodita dai frati minori francescani di cui ricordiamo molte figure di spessore morale, culturale e spirituale, ma per noi che lo abbiamo conosciuto e frequentato come guida dei ragazzi, è rimasto nel cuore padre Maurizio Tamà spento prematuramente nel 1994.
Ma lasciamo le nostalgie e parliamo della storia di questa chiesa
La nascita di Sant’Antonino: un avamposto Francescano
Per prima cosa il luogo dove si trova: nel crocevia in pieno centro storico, tra via Maqueda, corso Tuköry, via Oreto e piazza Giulio Cesare. L’aspetto esterno piuttosto sobrio non invoglia ad entrarvi ai molti turisti che transitano dalle sue parti per la vicinanza col famoso mercato di Ballarò. E tuttavia, la chiesa è molto frequentata dai fedeli e dai numerosi immigrati che abitano quella parte della città e che trovano nei frati accoglienza e assistenza. Ma vi assicuro che anche dal punto di vista architettonico la chiesa merita una visita, perché è una vera e propria miniera d’arte e di storia!
Sapete che in origine che la chiesa di Sant’Antonino era una sorta di “avamposto” per i frati del monastero francescano di Santa Maria di Gesù? Questo monastero si trovava fuori città, in quella zona che oggi chiamiamo “Santa Maria di Gesù”, nota per il cimitero, il convento e per il culto di San Benedetto il Moro, compatrono di Palermo insieme alla Santuzza.
Quando i collegamenti erano difficili ed i fraticelli venivano a piedi in città per questuare e predicare, poteva capitare di dovere rimanere in città per l’appressarsi dell’oscurità o in caso di infortuni. Esisteva già la Chiesa di Santa Maria degli Angeli (nota appunto come “La Gancia”), per questo scopo, almeno fino a quando il convento non passò ai frati Minori Osservanti. Così, nel 1630, quando una generosa signora, donna Margherita Mirabile donò ai frati Riformati un terreno appena fuori porta di Vicari, questi, entusiasti, pensarono di costruirvi una chiesa e un convento dedicati a Sant’Antonio di Padova che avrebbe sostituito l’infermeria dei frati ospitata nel baluardo di Porta Termini. Ottennero subito l’autorizzazione e il 13 giugno 1630 fu posata la prima pietra, con la benedizione dell’arcivescovo Giannettino Doria e sotto il patrocinio del viceré di Sicilia, Francisco Fernández de la Cueva, duca di Albuquerque.
I lavori procedettero spediti, grazie alle donazioni dei palermitani e al finanziamento della casa reale spagnola, cosicché nel 1635 il complesso fu completato e il convento chiamato “Real Convento” in onore del contributo reale.
Benché fosse fuori le mura cittadine, oltre il bastione di Vicari, la piazza antistante fu abbellita con un muro semicircolare con tanto di sedili, stemmi, cornici e le statue marmoree dei santi Antonio da Padova e Pietro d’Alcantara, opera di Gaspare Guercio da porre ai lati della nuova strada d’Alcala’. Una una corona di alberi per dare frescura e, per completare il quadro, al centro della piazza fu collocata la bellissima Fontana della Ninfa, il tutto progettato dall’architetto del Senato Vincenzo La Barbera. Immaginate che spettacolo doveva apparire: la chiesa, il convento, la fontana, il tutto incorniciato dalla Porta di Vicari!
Trasformazioni nel tempo
Purtroppo, l’aspetto originale della piazza non si è conservato intatto. Nel 1793, con la costruzione di via Oreto, tutto il complesso mura e sedili venne abbattuto, la vecchia Porta di Vicari fu demolita e sostituita da quella nuova, progettata da Marcantonio Colonna, che possiamo vedere anche oggi. Le statue dei due santi francescani che dovevano essere collocate nelle nicchie della porta furono trasferite nell’androne laterale all’interno del convento. Anche la Fontana della Ninfa ha cambiato casa: nel 1873 fu spostata in piazza Alberigo Gentile dove risiede tuttora.
La piazza è diventata la “piazzetta di sant’Antonino”, un tempo punto d’incontro dei ragazzi della Parrocchia, oggi solo uno spiazzo occupato da automobili parcheggiate.
La facciata e l’interno della chiesa di Sant’Antonino

La facciata della chiesa, in stile tardo manierista, non offre uno spettacolo particolarmente accattivante dal punto di vista architettonico. Una grande parete intonacata incorniciata da due paraste angolari e una trabeazione in stile dorico. Noterete al centro il portale con timpano spezzato e la finestra intermedia, protetti da una bella cancellata in ferro battuto. Nel Novecento sono stati aggiunti un timpano superiore e l’attico, per dare maggiore slancio al prospetto.
Entrando, però, preparatevi a essere abbagliati dalle decorazioni in stucco che occupano tutto lo spazio: un’unica grande navata con tre cappelle laterali per lato. Lo stile è neoclassico, ma si fonde armoniosamente con elementi barocchi preesistenti. Un tripudio di volute, festoni e decorazioni bianchissime e dorate, realizzate tra il 1793 e il 1795 da Salvatore Peres, Domenico Sanseverino e Giovanni Firriolo.
Le pareti della navata sono un vero e proprio libro illustrato sulla vita di Sant’Antonio, grazie agli affreschi di Pietro Novelli e Giuseppe Velasquez. Sull’arco del sottocoro, un affresco di Guglielmo Borremans del 1718 celebra la Gloria di Sant’Antonio. Insomma, un’esplosione di colori e di devozione!
Nelle Cappelle alcuni tesori da scoprire
Tra le tante cappelle laterali, alcune meritano una menzione speciale:
- Cappella dell’Immacolata Concezione: Qui troverete una splendida tela di Pietro Novelli del 1627 che rappresenta l’Immacolata Concezione. Ammirerete anche un altare intarsiato in marmo del 1701 e affreschi che illustrano il tema dell’Immacolata.
- Cappella del Santissimo Crocifisso: In questa cappella è custodito uno straordinario Crocifisso ligneo opera di frate Umile da Petralia. La scultura, che commuove per il realismo con cui è scolpita, è inserita in un prezioso reliquiario. Sulla volta, affreschi con il Risorto tra gli angeli, mentre sulle pareti due tele narrano la Passione di Cristo.
- Cappella di San Francesco d’Assisi: Questa cappella è decorata con affreschi di Giuseppe Crestadoro, allievo di Vito d’Anna, e una statua del santo del XIX secolo. Sulla volta potrete ammirare la Gloria di San Francesco, mentre alle pareti due tele della scuola di Vito D’Anna.
- Cappella della Madonna di Trapani: qui si trova una statua marmorea della Madonna di Trapani realizzata da Gaspare Guercio nel 1654. La cappella è impreziosita da un altare settecentesco e da affreschi di Giuseppe Crestadoro.
L’Altare Maggiore
L’altare maggiore, in stile neoclassico, è un capolavoro di marmi policromi e legno dorato. Al centro, in una teca lignea, si trova la statua ottocentesca di Sant’Antonio di Padova col Bambino, opera dello scultore palermitano Vincenzo Piscitello. Alle pareti del presbiterio, due affreschi di Guglielmo Borremans del 1718 raffigurano la Comunione di Santa Teresa d’Avila e il Miracolo dell’Eucaristia.

Il Convento di Sant’Antonino a Palermo
Il convento annesso alla Chiesa di Sant’Antonino, dedicato a San Francesco d’Assisi, fu edificato nel 1630 contemporaneamente alla chiesa. E così come la chiesa, nel corso degli anni, anche il convento subì diverse modifiche e restauri per abbellire, ampliare e perfezionare i locali.
Con l’emanazione delle leggi eversive del 1866 e la soppressione degli Ordini religiosi il convento fu confiscato e adibito a magazzini e forni per l’esercito. Questo periodo di decadenza e di uso improprio del complesso si protrasse per diversi decenni, fino al 1947, quando l’edificio tornò finalmente ad ospitare i frati minori, ma solo temporaneamente.
Nel 2004, parte del convento fu destinata a polo linguistico e museale dell’Università degli Studi di Palermo.
Descrizione del Convento

Gaspare Palermo, nel suo libro “Guida istruttiva per potersi conoscere … tutte le magnificenze … della Città di Palermo“, descrive il convento come un “insieme di magnifiche fabbriche”. L’elemento centrale del complesso è il grande cortile quadrato, circondato da un porticato con alte colonne di billiemi.
Oltre al chiostro, il convento comprende diversi saloni con volte a botte e a crociera, che un tempo dovevano conferire all’ambiente una grande solennità.
Purtroppo, i pesanti interventi di adattamento a caserma subiti dal convento a fine Ottocento hanno alterato in parte l’aspetto originale degli ambienti. Il loggiato, ad esempio, fu chiuso con muratura per ricavarne magazzini, e le grandi sale furono modificate per ospitare i binari su cui correvano i carrelli per il trasporto del grano e del pane.
Il Mulino: testimone del passato
Tra le strutture aggiunte durante il periodo di uso militare, spicca il gigantesco mulino in legno massiccio, ancora oggi pressoché intatto. Questo imponente macchinario, uno dei pochi in Europa a essersi conservato in condizioni così buone, rappresenta una preziosa testimonianza della storia del convento e della città.
Le Cripta, una sorpresa sotterranea trascurata
Sotto la chiesa si nasconde un’ampia rete di cunicoli che un tempo fungevano da sepolture. Qui riposano le spoglie di artisti come Gaspare Guercio e frate Umile da Petralia. Durante la seconda guerra mondiale, questi cunicoli furono usati come rifugio antiaereo, poi abbandonati a se stessi e in parte trasformati nel garage del nuovo convento.
Informazioni utili
APERTURA E CHIUSURA DELLA CHIESA
Dal Lunedi al Sabato:
Mattina dalle ore 6.45 alle ore 12.00; Pomeriggio dalle ore 16.30 alle 18.45
Domenica e festivi:
Mattina dalle ore 7.30 alle ore 12.45; Pomeriggio dalle ore 17.30 alle 20.00
ORARIO SANTE MESSE
Dal Lunedi al Sabato: ore 7.00-9.30-18.00
Domenica e festivi: ore 8.00-10.00-11.30-19.00
UFFICIO PARROCCHIALE
(pratiche matrimoniali, Informazioni sui Sacramenti, iscrizioni Sante Messe, etc.)
Corso Tukory 2/B
Lunedi e Mercoledi dalle ore 16.30 alle ore 17.30;
Giovedi dalle ore 10.00 alle ore 12.00
Contatti: Tel. 091/6161323 e-mail: santantonino.palermo@ofmsicilia.it
Saverio Schirò
Fonti:
- A. Cuccia, La chiesa del Convento di S. Antonio da Padova di Palermo, in academia.edu
- A. Mursia, “Pro maiori commodo patrum reformatorum”. Studio di fonti sulle vicende costruttive del convento di S. Antonio da Padova di Palermo (1630-1635), in «Il Santo» LIX/1 (2019) 81-89, in Academia.edu
- Voce Chiesa di Sant’Antonio da Padova su wikipedia.org
- Gaspare Palermo, “Guida istruttiva per potersi conoscere … tutte le magnificenze … della Città di Palermo”, Volume quinto, Palermo, Reale Stamperia, 1816
- Vincenzo Mortillaro, “Guida per Palermo e pei suoi dintorni del barone V. Mortillaro”, Palermo, Tipografia del giorn. Letterario, 1836