Samuele Schirò firma 2

Il viale Cola Pesce si trova a Mondello.

Il suo nome deriva dalle gesta leggendarie di un marinaio, chiamato Cola, che aveva la fama di nuotare e resistere sott’acqua come un pesce. Tante storie si legano al personaggio di Cola, che probabilmente doveva anche essere un narratore di leggende sulle creature marine, e che ben presto fu trasformato, dalla cultura popolare, in un personaggio epico.

Il pescatore siciliano, nato probabilmente a Messina nel XII secolo, è al centro di una delle leggende più popolari della Sicilia. Si dice che il re Ruggero II, volendo saggiarne l’abilità, sfidò Cola a ripescare alcuni oggetti in fondo al mare e, in questa occasione, il pescatore scoprì che la Sicilia poggiava su tre grandi colonne di roccia e che una di esse era pericolosamente corrosa e danneggiata. Per evitare che la colonna crollasse Cola Pesce rimase negli abissi per sostenere il peso dell’isola e per evitare che la sua terra si inabissasse.

Questa leggenda, che probabilmente copre la storia di una morte per annegamento, è narrata e ripresa da diversi artisti. Una poesia di Giovanni Meli recita:

“Conusciutu è in Sicilia l’anticu
nomu di Cola Pisci, anfibbiu natu
sutta di lu secunnu Fidiricu.
Omu in sustanza ben propurziunatu,
pisci pri l’attributu singulari
di stari a funnu cu li pisci in mari”.

L'affresco di Guttuso a Messina.
L’affresco di Guttuso a Messina.

È evidente un riferimento a Federico II, citato nella leggenda, nonostante studi storici successivi abbiano dimostrato la non contemporaneità dei fatti. Nel rinnovato teatro Vittorio Emanuele di Messina si trova un affresco rappresentante Cola Pesce realizzato da Renato Guttuso.

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