Via Giovanni Campolo

Samuele Schirò firma 2

Dalla via Lancia di Brolo alla via Serradifalco.

Giovanni Campolo (Iohanni Campulu de Missina) fu un monaco francescano vissuto a Messina nel XIV secolo.

Fu un traduttore e scrittore in lingua volgare siciliana e le poche notizia che si hanno su di lui derivano dall’epilogo di un suo testo, “Lu libru de lu dialogu de Sanctu Gregoriu”, del quale esistono solo tre esemplari, adesso conservati, uno nella Biblioteca Nazionale di Roma, un secondo nelle Biblioteca Nazionale di Parigi e il terzo nella Biblioteca Riccardiana di Firenze. Lo scritto ha un grandissimo valore, essendo il più antico testo conosciuto in lingua siciliana. L’epilogo del libro (tradotto in italiano) recita approssimativamente queste parole: “è compiuto il libro su San Gregorio il quale si intitola “Libro del dialogo di San Gregorio”, che è stato tradotto da grammatica in volgare da frate Giovanni Campolo di Messina, dell’ordine dei frati minori, per devozione e richiesta dell’eccellentissima Madonna Eleonora, per grazia di Dio regina di Sicilia”. Pertanto egli visse sotto il re Ferdinando III d’Aragona, marito di Eleonora d’Angiò che verosimilmente commissionò l’opera di traduzione che è stata scritta tra il 1302 e il 1322.

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