Per le ristrette dimensioni, più che un quartiere, l’Olivella è un rione con perimetro circoscritto tra Piazza Verdi e Via Roma, Via Cavour e Via Bandiera. Il nome deriva da olim villa, in latino «un tempo una casa», poiché nel basso medioevo sorgeva il palazzo della famiglia dei Sinibaldi che diede i natali alla Santuzza; si trovava probabilmente in luogo del giardino di casa degli oratoriani, poi soppiantato dal Palazzo delle Poste.

Quando alla fine del XVI secolo gli oratoriani avviarono l’edificazione del proprio complesso, il rione era un agglomerato di case in un dedalo di vicoli. Per almeno un secolo la costruzione di casa – chiesa – oratorio altera l’assetto urbano, inglobando strade ed edifici. L’Olivella in origine era l’estrema propaggine della città di Palermo, collegata al centro cittadino solo col taglio della “Strada Nuova”, l’asse viario progettato dal Duca di Maqueda che, negli anni 1598-1601, spartì i quattro mandamenti (Kalsa, Ballarò, El Capo, Castellamare). Il taglio di Via Roma nel 1895 toccò solo di tangente il perimetro del rione.
A memoria d’uomo possiamo ricordare che, fino all’epoca del ventennio fascista, nei vicoli si affacciavano botteghe artigiane e, tra i proprietari residenti all’Olivella, si trovavano anche distinti signori d’affari del ceto borghese. Le manifatture vedevano all’opera in particolare tornitori, intagliatori, argentieri, oltre ad arti e mestieri finché l’industria non prese il sopravvento. Durante la seconda guerra mondiale il centro di Palermo fu pesantemente provato dai bombardamenti, con contestuale fenomeno di sfollamento della popolazione.
Nel dopoguerra all’Olivella non sempre tornarono gli stessi abitanti di prima; nelle case abbandonate o in ricostruzione venne a insediarsi prevalentemente il volgo. La storia dei decenni seguenti è quella del “miracolo italiano” con crescita dell’economia che portò pure un diffuso benessere sociale e innalzamento del livello d’istruzione. L’Olivella tornò allora ad essere popolata da numerose famiglie, finché l’espansione della città in quartieri periferici, portò tanti abitanti a trasferirsi in zone di nuova edificazione e con più servizi, talvolta carenti nei centri storici.
Intanto la proliferazione delle attività di ristorazione e affini, almeno dagli anni ‘90, vide l’Olivella zona di riferimento per la vita notturna, relativamente alla cosiddetta movida. Il moltiplicarsi dei locali mutò perfino la denominazione in “zona champagneria”… In tempi piuttosto recenti l’istituzione – dal Comune di Palermo – di ZTL e zona pedonale, ha provato a regolare la vivibilità, sebbene gli episodi di cronaca dimostrino ad oggi insuccesso. Attualmente il movimento turistico creatosi con le crociere e collegamenti aerei, ha riscoperto il rione anche nelle ore diurne e per finalità culturali, favorendo tra l’altro numerosi bed&breakfast.
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