Il ritrovamento delle ossa di Santa Rosalia

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Nel luglio 1624, mentre la peste funestava la città di Palermo, all’interno di una grotta di Monte Pellegrino furono trovati alcuni resti ossei inglobati in una massa di pietra calcarea, formatasi per il gocciolio continuo dell’acqua. Ci volle poco a suscitare il clamore che deriva dal ritrovamento di qualche Santa Reliquia, dato che si sapeva che in quelle grotte aveva abitato S. Rosalia durante il suo eremitaggio. Per fugare ogni dubbio il Cardinale Doria convocò una squadra composta da sei medici per stabilire la veridicità, o quantomeno la plausibilità di quanto si credeva di avere scoperto. Dopo innumerevoli analisi, dubbi e perplessità, i sei dottori, guidati forse più dalla fede che dalla scienza, dichiararono che quei resti appartenevano proprio a Rosalia Sinibaldi, o più semplicemente S. Rosalia. Il 14 luglio 1624 il cardinale dichiarò solennemente l’autenticità del ritrovamento e le ossa vennero portate in processione per la città. Dopo tale processione, almeno secondo i diari dell’epoca, la peste a Palermo cessò all’improvviso e la santa divenne patrona della città iniziando la palermitanissima tradizione del Festino che sussiste fino ad oggi.

Racchiuse le ossa in una preziosa urna d’argento e conservate nella Cattedrale, il popolo iniziò a venerare anche il blocco calcareo che inglobava i resti che, ridotto in polvere, veniva venduto sotto il nome di “Terra della Santa” per curare malattie, fabbricare amuleti e operare miracoli di ogni sorta. Questa venerazione proseguì fino a sfociare nella magia vera e propria, si esaurì il materiale roccioso della grotta e si iniziò ad usare quello proveniente anche dal resto della montagna. Opportunamente bagnati, o trattati, i minuscoli frammenti di pietra venivano esposti nelle finestre per scongiurare fulmini e temporali.

Nel 1826 causò grande scalpore l’intervento del professore britannico William Buckland (professore di paleontologia all’università di Oxford), il quale affermò che le ossa conservate dai palermitani come sacre reliquie, appartenessero in realtà ad una capra.
Nel corso degli anni questa tesi è stata in parte sfatata da varie ricognizioni storiche successive, anche se, come scrivono le fonti dell’epoca, non è escluso che tra le ossa ritrovate ci fossero anche resti di animali, che gli eremiti usavano per cibarsi.

Questo cosiddetto scandalo fu spento con la ricognizione del 1987, nella quale una commissione medica sancì che i resti appartenevano senza dubbio ad un essere umano.

La ricognizione del 1987.
Foto: Santuario di Santa Rosalia.

 

 

 

 

 

Fonti: R. La Duca – La città passeggiata;
www.santuariosantarosalia.it

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Samuele Schirò
Samuele Schirò
Direttore responsabile, redattore e fotografo di Palermoviva. Amo Palermo per la sua storia e cultura millenaria.

4 COMMENTI

    • Sonia carissima, nun ti fari pigghiari ppi fissa: le osse di santa Rosalia furono analizzate nei primi decenni del XX secolo e si scoprì che erano osse di capra.
      I palermitani, quindi, hanno adorato ossa di capra pensando che fossero di Rosalia Sinibaldi (fonte: Bertrand Russell). Baciamo le mani a voscenza!

      • Qui mi sa che la CAPRA sei tu! William Buckland era un pazzo, visionario e pure bugiardo!

        LEGGI DEI SEMPLICI MOTIVI E CAPIRAI IL PERCHE’ DELLA FALSITA’ DI CIO’ CHE HAI BLATERATO:

        1) VARIE RICOGNIZIONI STORICHE DOCUMENTATE CON LE BOLLE DEI CARDINALI CHE SI SONO SUSSEGUITI.

        2) LE RELIQUIE SONO STATE PORTATE DAL MONTE PELLEGRINO ALLA CATTEDRALE SUBITO DOPO IL RITROVAMENTO, QUINDI IL SIG. BUCKLAND PER VEDERLE NON DOVEVA ANDARE AL SANTUARIO MA DOVEVA FARSELE APRIRE DAL CUSTODE DELLE RELIQUIE DI QUEL PERIODO (IL PARROCO) E LA COSA MI PARE MOOOOLTO DIFFICILE.

        3) ESISTE UN LIBRO DEL 1624 CHE RACCOGLIE TUTTE TESTIMONIANZE DEI MIRACOLI AVVENUTI IN PROSSIMITA’ DI QUELLE OSSA O AL PASSAGGIO DELL’URNA RELIQUIARIA IN PROCESSIONE PER LE VIE DI PALERMO. FIRMATE CON NOME E COGNOME DI OGNI SINGOLO DEVOTO.

        4) IN UN PRIMO PERIODO LE RELIQUIE SONO STATE CUSTODITE IN UNA PRIMA URNA ARGENTEA CON CRISTALLI DI VETRO DOVE SI POTEVANO OSSERVARE.

        5) NELL’ULTIMA RICOGNIZIONE DATATA 1987 ALLA PRESENZA DEL CARDINALE DI PALERMO SALVATORE PAPPALARDO è STATO ACCERTATO CHE ALL’INTERNO DELLO SCRIGNO VI SONO CIRCA 27 OSSA PRINCIPALI PIù IL CRANIO E TUTTI DI DONNA DI CIRCA 30 ANNI.

        6) FURONO RITROVATI INSIEME AL CORPO UNA CROCE D’ARGENTO, UNA CROCE IN PIETRA, UNA CIOTOLA IN TERRACOTTA E DEI GRANI DI UN CONTA PREGHIERE (L’ANTENATO DEL ROSARIO).

        IN ULTIMO, NEL 2004 E’ STATA RIAPERTA L’URNA PER PRENDERE UNA RELIQUIA DA INCASTONARE SOTTO L’ALTARE DELLA CATTEDRALE DI PALERMO.ALLA PRESENZA DEL CARDINALE SALVATORE DE GIORGI, E ALL’APERTURA SCATURì UN FORTE E INTENSO PROFUMO DI FIORI (IL PROFUMO DELLA SANTITà) CHE LASCIò A BOCCA APERTA PERSINO IL CARDINALE!!!

        QUINDI PRIMA DI SPARARE CAVOLATE E DIFFAMARE LA SANTA DEI PALERMITANI…ACCERTATI…!

        SE NON TI è CHIARO QUALCOSA VAI A VEDERE LA GALLERIA FOTOGRAFICA DELL’ULTIMA RICOGNIZIONE…
        https://www.facebook.com/SantaRosaliadiPalermo/photos/?tab=album&album_id=248844215228047

        • Gentili lettori,
          vi ringraziamo per i vostri sempre graditi interventi. Tuttavia vi invitiamo a mantenere toni pacati, affinché la conversazione sia sempre costruttiva.
          Grazie.

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