Samuele Schirò firma 2

La via Nike, traversa di via Apollo nel quartiere Partanna-Mondello, nonostante l’identica compitazione della parola ha poco a che fare con le scarpe da ginnastica, se non che per gli svariati atleti amatoriali che vi passano vicino facendo corsa o jogging tra le vie di Mondello.
La denominazione in realtà si riferisce alla dea greca della Vittoria, la cui rappresentazione più famosa (La Nike di Samotracia) è conservata al museo del Louvre.
Nike di SamotraciaLa statua acefala, rappresentante una donna alata con un ramoscello di palma in mano, prende il suo nome dall’isola di Samotracia, nel mare Egeo settentrionale, in cui è stata rinvenuta nel 1863. Fu scolpita forse da Pitocrito tra il 200 e il 180 a.C., come celebrazione per una vittoria navale, forse quella riportata nei pressi di Cipro da Demetrio Poliorcete su Tolomeo nel 306 a.C.
Secondo la mitologia greca Nike è figlia del titano Pallante e della ninfa Stige. Quando ella fu portata al cospetto degli dei dell’Olimpo, insieme ai suoi fratelli, dove fu scelta da Zeus e nominata condottiera del suo carro divino nella Guerra contro i Titani. Nike, nominata anche sentinella del trono di Zeus, insieme ai suoi fratelli, è spesso raffigurata nella mano aperta di Zeus o di Athena, con cui ha un legame molto stretto.

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