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La via Silvio Boccone va dalla via Oreto alla piazza Vincenzo Tineo.

Silvio Boccone fu un botanico e naturalista nato a Palermo nel 1633 e morto ad Altofonte nel 1704.
Il suo vero nome era Paolo, ma decise di mutarlo in Silvio quando entrò a far parte dell’ordine dei benedettini cistercensi. È considerato il fondatore della fitologia siciliana e fu soprannominato il Plinio del diciassettesimo secolo.
Durante i suoi numerosi viaggi in Sicilia, Malta, Inghilterra e Germania, conobbe i più grandi naturalisti del suo tempo, accrescendo così le proprie conoscenze anche su piante rare e nuove.
Fu botanico del granduca di Toscana, Ferdinando II, ed insegnò botanica a Padova. Negli ultimi anni della sua vita volle ritirarsi nel convento di S. Maria in Altofonte, dove morì.

In suo onore Linneo chiamo “Bocconia” un genere di piante delle papaveracee. Alcuni dei suoi manoscritti originali sono ancora conservati alla Biblioteca comunale di Palermo.

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1 COMMENTO

  1. LA STRADA DI SANT’ANTONINELLO LO SICCO (PALERMO)

    Ho il personale ricordo che un po’ tutta la zona compresa, “alla grossa”, fra Via G. B. Odierna (alias “vanedda di stuppagghiara”), Via Oreto e Via S. Boccone era chiamata ‘o siccu oppure, leggera variante, ‘u siccu, cioè, ripettivamente, in Italiano, “al secco” e “il secco”, ambedue, però, col significato di magro.

    Per quanto ho potuto appurare, l’attuale Via Silvio Boccone (insigne botanico del XVIII secolo, come è stato già scritto)) si chiamava, precedentemente, Strada della Ferrovia – in quanto vi fu allocata la prima stazione ferroviaria di Palermo – inaugurata il 28 Aprile 1863 – e prima ancora Via del Secco, per una chiesetta (fondata nel 1626, non più esistente e già un rudere alla fine dell’800) detta di Sant’Antoninello lo Sicco (Sant’Antunineddu ‘u siccu, in dialetto), perché vi era, così si dice, una pittura raffigurante Sant’Antonio in versione piuttosto… smagrita; chiesa alla quale era annesso un cimitero (12 fosse comuni) per i poveri e i giustiziati, che si estendeva, all’incirca, sino all’attuale Via Serraglio Vecchio.

    Ad ogni modo, i percorsi dell’attuale Via Silvio Boccone e della non più esistente Strada del Secco non sono del tutto sovapponibili, in quanto quest’ultima arrivava – ora non più – sino alle sponde dell’Oreto in prossimità dell’ancora utilizzato ponte della ferrovia, ossia vicinissimo alla Chiesa delle Anime dei Corpi Decollati (ora Parrocchia di Nostra Signora del Carmelo).

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