Samuele Schirò firma 2

La piazza S. Onofrio si trova tra le discese dei Giovenchi, dei Candelai e delle Capre, il vicolo della Pietà, le vie Panneria, dei Mobilieri e della Ruota e il vicolo Sanguinazzai.

La piazza deve il suo nome alla chiesa intitolata al santo eremita vissuto nel IV secolo, vissuto nella Tebaide per 40 anni, protettore dei parrucchieri e dei tessitori.
Questa chiesa fu fondata nel 1568 da una compagnia di “onorati cittadini” e al suo interno conserva un dipinto dello Zoppo di Ganci, raffigurante la morte del santo ed una statua lignea del 1603 di fattura ignota.
Nella tradizione popolare, S. Onofrio è ritenuto in grado di far trovare marito alle ragazze sole, grazie al suo intervento miracoloso. A tal proposito, il Pitrè riferisce di un’usanza in voga nella Palermo antica che prevedeva un rito di propiziazione del miracolo nel quale le ragazze conficcavano una monetina da due centesimi nelle fenditure di una porta e poi per nove sere di seguito si inginocchiavano pregando il santo, affinché concedesse loro la grazia richiesta. Questa preghiera, intervallata da Padre Nostro e Ave Maria, recitava così:

“Santu ‘Nofriu pilusu,

iu vi pregu di ccà iusu:

Vui sta grazia m’aati a fari:

io mi vogghiu maritari”.

Se la monetina cadeva dalla fenditura prima dei nove giorni allora la grazia era assicurata. L’attributo “pilusu” è dovuto all’aspetto con cui il santo è rappresentato, ovvero con capigliatura folta e petto villoso.

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