Via Sampolo

La via Sampolo va da piazza Giachery e dalla via Remo Sandron alla piazza Don Bosco e alla via Imperatore Federico.

Era una delle antiche vie di comunicazione tra la città e la Piana dei Colli, dove i nobili palermitani trascorrevano i mesi estivi.
Sebbene in alcune vecchie carte si trovi indicata con il nome di “S. Polo”, si tratta di un’interpretazione erronea, dato che non esiste alcun santo con questo nome. L’origine del toponimo va invece identificata con il giurista palermitano Pietro Sampolo, che nella metà del XIX secolo costruì qui la propria abitazione. Seguendo il suo esempio, altri personaggi illustri della città si trasferirono in questa zona, trasformandola in un grazioso villaggio extracittadino.
Pietro Sampolo fu un avvocato, giudice, professore e giurista, nato a Palermo nel 1807 e morto nel 1861. Fu titolare della cattedra di codice civile all’Università di Palermo, giudice del Tribunale e avvocato fiscale della SS. Crociata.
Si pose più volte in opposizione al governo borbonico, difendendo numerosi patrioti che si erano schierati in manifestazioni antimonarchiche. Per cause sconosciute, il 17 maggio 1861 morì assassinato da mano anonima, dando inizio ad un’indagine destinata a non risolversi mai.

A continuare la sua opera fu il fratello, Luigi Sampolo, altro illustre esperto di diritto, che si distinse per le sue numerose opere e le sue pubblicazioni di carattere giuridico.

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1 COMMENTO

  1. Non credo nella identificazione del Sampolo bel Pietro, come si sostiene nell’articolo.. Invece la via Sampolo è dedicata a Luigi Sampolo figlio di Pietro, come si può vedere chiaramente su alcune vecchie lapidi di marmo ancora presenti nel primo tratto di Via Sampolo agli incroci con altre strade che riportano chiaramente llVua Luigi Sampolo.

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