Samuele Schirò firma 2

La via Majali va da piazza Porta S. Agata a piazza S. Francesco Saverio

È dedicata al monaco benedettino, filantropo e beato, Giuliano Majali, nato a Palermo nel 1387, che nelle sua vita divenne famoso per la sua eloquenza e che era solito operare presso il monastero delle Ciambre, nei pressi di Borgetto. Tra le grandi opere della sua vita, vi fu la fondazione di un grande ospedale che riunisse tutte le piccole strutture preesistenti, divenute ormai inadeguate ed inefficienti. Questo ospedale, chiamato Ospedale Grande e Nuovo (successivamente divenuto Ospedale Civico), fu trasferito a Palazzo Sclafani nel 1431, dietro autorizzazione diretta del re Alfonso V. In quel periodo scrisse anche i suoi famosi “Capitoli”, una lista di princìpi che regolavano l’attività dell’ospedale.

Per via della sua personalità ed eloquenza, svolse diversi servizi importanti per conto del papa Eugenio IV e dello stesso re Alfonso, che per esempio lo mandò a Tunisi per trattare la pace con il Bey. Morì il 4 ottobre 1470, già in odore di santità. I suoi resti riposano a San Domenico, sotto il monumento per lui eretto da Valerio Villareale.

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