Samuele Schirò firma 2

La via Michele Amari va dalla via Mariano Stabile alla via Emerico Amari.

Fu un patriota, storico e politico nato a Palermo nel 1806 e morto a Firenze nel 1889. Fu senza dubbio il più illustre studioso di storia siciliana, fonte di ispirazione ed oggetto di studio da parte dei più grandi storici ed appassionati a lui successivi. La sua fama è soprattutto dovuta a due fondamentali opere da lui scritte: “La guerra del Vespro siciliano” e “La storia dei Musulmani in Sicilia”. La prima fu pubblicata nel 1842 con il titolo “Un periodo delle storie siciliane del secolo XIII”, assegnatogli per non farlo incappare nei rigori della censura borbonica. La seconda opera fu pubblicata durante l’esilio fiorentino, tra il 1854 e il 1872, dopo un lungo ed estenuante lavoro di raccolta di documenti e testimonianze. Per portare a termine tale scritto l’Amari studiò approfonditamente l’arabo.
Dopo la rivoluzione del 1848 Michele Amari insegnò diritto pubblico presso l’Università di Palermo e fu anche nominato ministro delle Finanze. Dopo la restaurazione borbonica si rifugiò prima a Pisa e poi a Firenze, dove il Governo provvisorio toscano gli assegnò la cattedra di lingua e letteratura araba. Nel 1860 tornò a Palermo, dove per alcuni anni ricoprì diverse cariche pubbliche, tra cui quella di senatore del Regno e ministro della Pubblica Istruzione. Nel 1864 decise di tornare a Firenze per riprendere la sua cattedra all’Università.
Fu nominato presidente onorario della Società siciliana per la Storia Patria e lasciò moltissime opere, scritti e traduzioni di fondamentale importanza per tutti gli storici dal ‘900 ad oggi.

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