La via del Fervore va da via Sammartino a piazza Virgilio.

L’origine del nome di questa via è raccontata dal marchese di Villabianca nel suo “Palermo d’Oggigiorno”. Nel 1628 nacque una nuova congregazione di preti, chiamata di S. Maria del Fervore, che trovò sede nel Collegio Massimo dei Gesuiti (nell’attuale sede della Biblioteca centrale della Regione siciliana). Dopo oltre un secolo, nel 1749, a causa di alcuni dissidi con i gesuiti, i congregati andarono via insediandosi, dietro intervento del vescovo di Palermo Giuseppe Melendez, dapprima nella chiesa dell’Infermeria dei Sacerdoti, poi nell’oratorio di San Giuseppe dei Teatini. Qualche anno dopo i preti riuscirono ad acquistare una villa dietro il convento dei padri Minimi di San Francesco e a poca distanza da villa Filippina, in cui stavano i Padri dell’Oratorio dell’Olivella. Questa villa, oggi non più esistente, fu chiamata “Villa di San Giuseppe” o “Villa del Fervore”, da cui il nome attuale della via. La nuova sistemazione dei congregati, sita appunto tra via Fervore, via Sammartino e via Giacomo Cusmano, diventò in breve tempo una “villa pia”, in cui venivano accolti i giovani del quartiere, per lo più figli di gente povera, che in questo modo aveva occasione di allontanarsi dai vizi e dai pericoli della strada.

Quando nel 1767 i Gesuiti furono espulsi dalla Sicilia, alcuni congregati tornarono ad occupare la vecchia sede del Collegio Massimo, che prese il nome dei SS. Pietro e Paolo, santi a cui questi preti erano molto devoti. Poco dopo, grazie a monsignor Isidoro del Castillo, essi riuscirono ad acquistare un’altra villa nei pressi di Ponte Ammiraglio, e anch’essa fu rinominata in onore dei SS. Pietro e Paolo, anche se per molti rimase conosciuta come “Villa delle Teste”, dall’antico nome della contrada, o “Villa del Fervore”. Questa era più una residenza di campagna, circondata da agrumeti ed orti coltivati, in cui i preti andavano per riposare. Al luogo dove sorgeva questa villa, oggi non più esistente, è stato dato il nome di cortile del Fervore.

2 COMMENTI

    • I gesuiti furono cacciati un po’ dappertutto facendo seguito all’editto di scioglimento della Compagnia di Gesù che Papa Clemente XIV promulgò nel 1773. I motivi di questo scioglimento sono stati politici ma mascherati di cattolicesimo.

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