Foto: Antonio Ilardo

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La via La Masa va dalla via Mariano Stabile alla via Collegio di Maria al Borgo.

È intitolata al patriota e scrittore Giuseppe La Masa, nato a Trabia nel 1819 e morto a Roma nel 1881.
Fu un tenace avversario dei Borbone e fu continuamente perseguitato dalla polizia per via delle sue idee ed attività rivoluzionarie. Nel 1847, per sfuggire all’arresto si rifugiò a Firenze, dove si mise in mostra per alcune iniziative in favore dei siciliani. In particolare una volta, al teatro “La Pergola” di Firenze, alla fine del “Giovanni da Procida” di Niccolini, salì sul palco e recitò la poesia dal titolo “Saluto dei siciliani ai fratelli toscani”, che gli fece guadagnare il plauso del pubblico.
Tornato in Sicilia fu l’anima ed il cuore della rivolta. Fu il primo ad arrivare alla Fieravecchia il 12 gennaio 1848 per incitare i cittadini a ribellarsi. Dopo la restaurazione borbonica fu nuovamente costretto all’esilio, ma anche in questo caso non smise mai di lavorare in favore della spedizione alla conquista della Sicilia, accattivandosi il favore dell’opinione pubblica e dei governi italiani. Nel 1860 partì con i Mille da Quarto e dopo lo sbarco corse ad arruolare numerose squadre di “picciotti” che si affiancarono a lui e a Garibaldi lottando fino al Volturno. In seguito entrò regolarmente nell’esercito con il grado di maggiore generale. Fu anche deputato al Parlamento italiano.

Un monumento del Civiletti a villa Garibaldi ed una lapide a San Domenico ne ricordano la vita e le gesta.

Foto: Antonio Ilardo

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