Samuele Schirò firma 2

Il vicolo Matteo Lo Vecchio, o di Matteo Lo Vecchio, è una traversa della via Albergheria.

È il luogo in cui effettivamente abitava il Lo Vecchio, personaggio vissuto tra il XVII e il XVIII secolo che era a capo dei cosiddetti algozzini, detti anche algozini o algorizi (dallo spagnolo “alguacil”, sbirro). Egli si rese famoso durante la cosiddetta “controversia liparitana”, una disputa che scoppiò in Sicilia durante il regno di Vittorio Amedeo di Savoia e che divise il clero in due fazioni, una fedele al papa, l’altra fedele al re, che in Sicilia era considerato, sin dai tempi di re Ruggero, il legato apostolico dell’isola. In questo contesto gli algozini, fedeli al re, non risparmiarono torture e violenze nei confronti dei religiosi che rimanevano fedeli al papa e, tra questi, Matteo Lo Vecchio era di gran lunga il più feroce e crudele di tutti. La sua fama di scassinatore di chiese e conventi, nonché di torturatore ed imprigionatore di preti, ben presto lo fece diventare famigerato e fortemente odiato da tutta la popolazione tanto che,  la sera del 21 giugno 1719 all’angolo di vicolo Brugnò, nei pressi della Cattedrale, il Lo Vecchio fu ucciso con due colpi di carabina da mano ignota. Al suo funerale partecipò una gran folla festante, che non smetteva di insultarlo, tanto da rendere difficile lo svolgimento della celebrazione funebre, che si svolse a Sant’Antonino, o meglio, che avrebbe dovuto svolgersi, perché la notizia che il rito si sarebbe compiuto fece infuriare la folla e fuggire via il cappellano, così il corpo rimase in balia della folla, che schernendolo lo buttò in un pozzo.

Matteo Lo Vecchio è uno dei principali antagonisti nel famoso romanzo d’appendice “I Beati Paoli”, di Luigi Natoli. È comunque raro vedere il nome di una via, che sia dedicato ad un personaggio tanto odiato.

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