La via Castriota va dalle vie Pepe ed Omodei alla via delle Croci.

Giorgio Castriota (Gjergj Kastrioti) fu un principe ed eroe nazionale degli albanesi, nato a Croia nel 1405 e morto ad Alessio nel 1468.
Dai turchi fu soprannominato Skanderbeg, cioè principe Alessandro, per via delle sue imprese coraggiose.
Nel 1421 il padre Giovanni, dopo aver perso una battaglia, fu costretto a cederlo in ostaggio al sultano turco Murad II che lo tenne nella sua corte e lo fece educare alla religione islamica. Dopo aver guadagnato la fiducia del sultano entrò a far parte dell’esercito turco, ottenendo anche incarichi importanti. Tuttavia, dopo una battaglia persa alle Porte di Ferro contro l’esercito ungherese di Giovanni Hunyadi, (probabilmente perché informato delle terribili condizioni in cui versava l’Albania) Giorgio Castriota decise di ribellarsi, dichiarandosi cristiano ed occupando la città di Croia (Kruje) in cui era nato. Da qui iniziò a formare una lega degli albanesi che combatté il temibile esercito turco per 24 lunghi anni.
Durante una tregua ottenne il titolo di principe di Albania ed Epiro da Maometto II.

Alla sua morte la resistenza albanese, priva del carisma e del genio strategico di Castriota, si affievolì rapidamente e molti albanesi furono costretti a fuggire negli stati vicini, costituendo diverse comunità anche in Sicilia (come Piana degli Albanesi, Santa Cristina Gela e Contessa Entellina).

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