Storia delle vie di Palermo: Via Sammartino

La via Sammartino va da piazza Giovanni Amendola a via Costantino Nigra.

La via è intitolata a Giovanni Maria Ramondetta duca di San Martino (da cui Sammartino), già barone di Campobello, nel 1710 ottenne il titolo di primo duca di Montalbo. Fu uno dei personaggi più famosi ed illustri della Palermo tra la fine del ‘600 e la metà del 1700.

Figlio di Raimondo San Martino Ramondetta e di Emilia Trigona, nacque intorno al 1690 e morì a Palermo l’11 marzo del 1756.
Ricoprì diverse cariche pubbliche in città: Maestro Razionale del Supremo Tribunale del Real Patrimonio, deputato del Regno, Maestro Portolano del Regno e prefetto della Deputazione del Molo,  prefetto del Ripartimento pretoriano della Deputazione generale delle strade e Intendente Generale degli eserciti di Sicilia.
Svolge per cinque volte il ruolo di Pretore della città di Palermo (corrispondente all’odierno sindaco) negli anni 1741-42,
1752, 1753, 1754, 1755 e 1756.

Durante il suo pretorato contribuì alla costruzione di nuove strade, necessarie allo sviluppo urbanistico della città ed al miglioramento di molte vie già esistenti. Abbellì piazza Garraffello e restaurò la fontana che vi si trova. Fece abbattere il baluardo del tuono ampliando, così, la Strada Colonna, oggi Foro Italico.

Si deve anche a lui l’inizio della costruzione della balaustra marmorea che circonda la Cattedrale, nonché l’abbellimento del palazzo Pretorio. Le opere da lui compiute sono elencate in una grande lapide che si trova all’interno del palazzo comunale.

Samuele Schirò
Direttore responsabile e redattore di Palermoviva. Amo Palermo per la sua storia e cultura millenaria.

2 COMMENTI

  1. Salve,credo abbiate fatto un errore nella data di nascita di Giovanni Maria sanmartino,duca di Montalbo.
    Come è possibile che è nato nel 1630 e morto nel 1690?

    • Grazie per la segnalazione, Valeria, in effetti esiste un errore nelle date e non riguarda la data di nascita o morte, che secondo le nostre fonti sono corrette, bensì gli anni in cui fu Pretore di Palermo. Errore prontamente corretto.

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