La Sicilia diventa un museo diffuso con “Le Vie dei Tesori”

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Chiese, torri, campanili, ville nobiliari, castelli, palazzi, torri, conventi, ipogei e antiche carceri. Parte Le Vie dei Tesori e apre per tre weekend i primi 170 luoghi in dieci città siciliane: Trapani, Marsala, Sciacca, Sambuca, Naro, Caltanissetta, Noto, Siracusa, Acireale e Messina. A Marsala, domani alle 16 il vescovo Domenico Mogavero inaugurerà la scala elicoidale del campanile del Carmine

Tre weekend per scoprire dieci città, tra visite e passeggiate

13 > 15 settembre | 20 > 22 settembre | 27 > 29 settembre

WWW.LE VIEDEITESORI.IT

Sarà una disfida di luoghi. Tra 69 chiese, 8 ville, 4 castelli, 16 palazzi, 4 torri, una prefettura e una ex capitaneria, oltre ad un numero imprecisato di campanili, monasteri, ipogei, sacrari, santuari, antiche carceri e torri di guardia, fortini e musei. Una singolar tenzone a colpi di bellezza, e siamo solo all’inizio. Perché mai come quest’anno Le Vie dei Tesori apre le porte di luoghi spalmati su tutta l’Isola. Il festival – nato a Palermo, dove ad ogni edizione la città si trasforma in un unico museo diffuso – quest’anno si allarga infatti a quindici città, grandi e piccole: i primi tre weekend, da domani (venerdì 13 settembre) a domenica 29 settembre, coinvolgeranno MessinaCaltanissettaTrapani e MarsalaSambuca, Sciacca Naro, AcirealeSiracusa e Noto.
Il 4 ottobre Le Vie dei Tesori si trasferirà invece a Palermo e Catania (5 weekend) e tra il barocco del Ragusano (3 weekend). A Palermo saranno proposti 170 tra luoghi da visitare ed esperienze inedite, Catania ne schiera altri 50.

A questo punto possiamo soltanto dividere la Sicilia in due, Occidente ed Oriente. E che il viaggio abbia inizio.

SICILIA OCCIDENTALE: TRAPANI, MARSALA, SCIACCA, SAMBUCA, NARO E CALTANISSETTA. Si parte da quello che l’anno scorso è stato il luogo più gettonato di Trapani, che aderisce al festival per il secondo anno di seguito, ovvero la torre della Colombaia (su prenotazione). Perché Trapani ci ha preso gusto: e dopo i numeri strabilianti dello scorso anno – un debutto da oltre 15 mila visitatori – ha messo insieme 25 luoghi, a cui si sommano 7 passeggiate d’autore alla scoperta della città e dei dintorni, e un inedito festival KIDS per i più piccoli. Ci si potrà arrampicare sul campanile di San Domenico, scoprire i balconcini di stucco dell’Immacolatella, entrare dopo anni a Santa Maria del Gesù per la Madonnina invetriata di Andrea della Robbia. Passiamo a Marsala: qui sarà protagonista la scala elicoidale del campanile del Carmine dove si potrà salire solo due persone alla volta. Inaugurata domani (venerdì 13) alle 16 dal vescovo Domenico Mogavero, sarà la star di 21 siti (4 su prenotazione), per la più british delle città siciliane. Dalla chiesa Madre, al museo Lilibeo – con le navi punica e romana – alle Latomie dei Niccolini (le sepolture dei primi cristiani); da scoprire l’affresco della Madonna Orante a Santa Maria dell’Itria, o i melograni affrescati dell’ipogeo di Crispia Salvia. Senza dimenticare che Garibaldi sbarcò qui con i suoi Mille (e Marsala gli dedica un museo privato). Anche qui sono previste passeggiate, per Marsala e Trapani valgono gli stessi coupon.

Nell’Agrigentino la rete si formerà tra SciaccaNaro e Sambuca, dove i coupon sono validi per le tre città: 12 luoghi per Sciacca, dove bisogna lasciarsi guidare dai cinque sensi: perché si guarda, si tocca. Per scoprire che c’è palazzo Lazzarini con tanto di giardino segreto; la chiesa più antica della città, San Nicolò La Latina; il Castello dei nobili Peralta, la chiesa di Santa Margherita dove il pavimento veniva lavato con il Moscato. Vicino vicino ecco il borgo più inatteso, Naro con quel suo barocco che ha una storia a sé: 12 siti (aprono il sabato e la domenica) a partire da Santa Maria del Gesù con il crocifisso di Frate Umile da Petralia, che si dice sia stato fatto dagli angeli; Santa Caterina che in epoca medievale era affrescata da Cecco da Naro, lo stesso del soffitto palermitano dello Steri; san Francesco con la sacrestia colma di armadi estrosi. E non dimenticate che nella Biblioteca Feliciana è conservata una rarissima Bibbia poliglotta in otto lingue. Sambuca non si lascia superare di certo: eccola schierare 13 siti (sempre sabato e domenica), dalla Chiesa Madre restituita alla città, dopo il disastro del terremoto, alla Madonna dell’Udienza di Antonello Gagini, nascosta per tanti anni nell’intercapedine di un forno: oggi è alla chiesa del Carmine. I saloni nobiliari di Palazzo Planeta Santa Caterina, dove si sente il profumo delle “minne di vergini”, create qui. E soltanto per il festival si salirà la scala elicoidale della chiesa del Purgatorio, o si ricorderà il fortino dimenticato dell’Ulmo che emerge dal lago. Caltanissetta chiude questo primo cerchio e partecipa per la terza volta. Qui si parte dal complesso di santa Maria degli Angeli che racchiude sia il cimitero che la chiesa, mai aperta dopo il restauro. Addossati al castello di Pietrarossa, i loculi e le cappelle gentilizie sono spettacolari. Aprono le porte Palazzo delle Poste e la Casa del Mutilato, e il Palazzo della Provincia con splendidi affreschi. L’anno scorso si è scoperta Villa Grazia, quest’anno si aggiunge la bellissima Villa Testasecca, il regno del “signore delle zolfare”; aprono il Seminario e la chiesa di san Francesco dove troverete un Borremans, Palazzo Benintende è tornato vivo grazie ai  condomini. Ritorna anche la visita allo stabilimento Averna dove da un elisir “cappuccino” nacque l’amaro della Real Casa, donato ai visitatori in formato mignon.

SICILIA ORIENTALEMESSINA, ACIREALE, SIRACUSA E NOTO. Il viaggio continua, sempre tre weekend ma in Sicilia orientale: partendo da Messina, toccando Acireale, arrivando a Siracusa e chiudendo a Noto. Sempre tra luoghi, siti su prenotazioni, passeggiate e, a Messina e Siracusa, anche visite con degustazione di vini Planeta. Partiamo da Messina, alla sua terza partecipazione a Le Vie dei Tesori: 26 luoghi in corsa, rispetto all’edizione allo scorso anno, ci sono meno chiese – ma apre i battenti quel gioiello medievale che è San Tommaso Il Vecchio, che per anni fu utilizzata come forno – e più musei e collezioni d’arte. Tra queste, la GAMM, la Galleria d’arte Moderna provinciale che custodisce Fontana, Casorati, Boetti o Guttuso; o l’ex rifugio antiaereo che ospita il Museo del ‘900. E aprirà per un solo giorno, il MuMe con i due Caravaggio e i due Antonello. Ma la vera sorpresa è sul mare perché nell’ultimo weekend sarà visitabile la Prefettura con il suo salone che sembra vagare a pelo d’acqua. E poi il Comune e le ville Liberty… Da Messina ad Acireale, il viaggio continua: la cittadina delle 40 chiese e delle 100 campane è al suo debutto nel festival, apre 11 luoghi e per l’occasione permetterà le visite a quel gioiello sconosciuto che è il palazzo vescovile, che apre i battenti per la prima volta. Visite anche alla Collegiata di San Sebastiano con il Museo del Tesoro con preziosi ostensori e paramenti; Santa Venera, chiusa da trent’anni, o ‘a chiesa di fimmini (Santa Maria delle Grazie) che è una piccola Cappella Sistina con affreschi straordinari. Serrata per tantissimi anni anche la chiesa del Collegio domenicano dell’Arcangelo Raffaele detto allora “Ritiro delle donzelle oneste”: bellissima e pressoché sconosciuta. La Biblioteca Zelantea metterà in mostra per la prima volta il Liber Rubeus, la raccolta dei diritti concessi alla città nel corso dei secoli, colmo di meravigliose miniature. Eccoci a Siracusa, che rinnova il suo impegno con Le Vie dei Tesori per il terzo anno con 21 luoghi: e stavolta la sorpresa arriverà in notturna visto che si potrà visitare la sera la chiesa di Santa Lucia alla Badia che custodisce la commovente tela di Caravaggio, “Il seppellimento di Santa Lucia”. Tra gli altri siti, ecco il CarmineSan Filippo Apostolo o san Filippo Neri con quel suo pavimento che pare un merletto: tutte hanno dovuto fare i conti con la ricostruzione. O, nell’antica Giudecca, ecco la Cappella Sveva nel Palazzo Arcivescovile. Poi il Consorzio Plemmirio che difende l’ambiente o il Teatro Comunale che GiovanBattista Basile, già scottato dalle traversie per il Teatro Massimo di Palermo, non volle costruire; e l’ottocentesca Capitaneria di Porto, normalmente chiusa al pubblico. Sono anche previste sei lezioni di yoga in luoghi storici – piazza d’armi di Castello Maniace, giardino di Villa Landolina e il Ginnasio romano – , anticipazione del Siracusa yoga Festival. Questa prima tranche di festival si chiuderà a Noto che per questo suo debutto apre 13 luoghi. Qui si può andare in cerca di Madonnine: quella Bianca o della Neve, attribuita al Gagini, nella chiesa del SS. Crocifisso dove è anche la cappella rosa e celeste dei Landolina; o la Madonna col Bambino dei palermitani Giovanni e Paolo de Battista della Badia Nuova, ma bisogna spingersi fino a Santa Chiara per trovare un’altra Madonna gaginiana. Poi, i nobili palazzi, simbolo di un tempo in cui la cittadina era meta di re e principi: da Palazzo Ducezio al neoclassico Palazzo Landolina di Sant’Alfano alla residenza dei principi Nicolaci di Villadorata, o a Palazzo Trigona che per metà appartiene ancora all’ultima marchesa di Canicarao.

LE PASSEGGIATE. Trapani, Marsala, Sambuca e Sciacca, Acireale, Siracusa e Messina organizzano le (ormai) famose passeggiate de Le Vie dei Tesori, guidate da esperti del territorio. Dalle saline di Trapani alla Marsala della dominazione spagnola alla Sciacca della comunità ebraica, sui passi di miti e Madonne a Messina, alla ricerca del Caravaggio a Siracusa, nelle Chiazzette laviche di Acireale, solo per citarne alcune. Vanno scoperte (e prenotate) su www.leviedeitesori.it

UN BICCHIERE DI VINO E UNA STORIA. Speciali visite guidate in luoghi di grande fascino: sabato 21 settembre alle 19 a Villa Testasecca a Caltanissetta e al Sacrario Cristo Re a Messina, venerdì 27 a Palazzo Arezzo Targia (fuori programma) a Siracusa,  sabato 28 a Palazzo Planeta, a Sambuca e a Castel Gonzaga, a Messina. Si chiude con una degustazione di vini Planeta. Si deve prenotare: www.leviedeitesori.it.

IN PULLMAN ALLA SCOPERTA DEI TESORI. E’ una delle principali novità di quest’anno: scoprire veramente la Sicilia, un unico museo diffuso; ma comodamente, in pullman, con gite giornaliere da PALERMO. Si potrà percorrere da un capo all’altro l’Isola. Il progetto nasce con Labisi Eventi Vettore ufficiale.  INFO al link https://labisiweb.com/categoria.php?tid=43. Il biglietto (il costo varia a seconda delle città raggiunte, tra 15 e 25 euro) coprirà solo il tragitto, senza guida e senza i coupon d’ingresso ai luoghi da acquistare su www.leviedeitesori.it o sul posto.

Le Vie dei Tesori nascono da un lavoro srotolato sull’intero territorio, a cui contribuiscono i Comuni, le Diocesi, gli enti, le Soprintendenze; quest’anno, su input dell’assessore Sebastiano Tusa al quale la manifestazione è dedicata, e per volontà del presidente della Regione Nello Musumeci e del dirigente generale dell’assessorato ai Beni culturali, Sergio Alessandro, la Regione Siciliana ha firmato con il festival un innovativo accordo di valorizzazione con cui ne riconosce la valenza strategica per la promozione della Sicilia mettendo a disposizione i luoghi e rendendo più agili i processi decisionali. Da Roma, poi, sono arrivati, ormai per il quarto anno, la medaglia di rappresentanza del presidente della Repubblica e i patrocini del Senato, della Camera, del ministero dei Beni culturali.

Insomma, la ricchezza della Sicilia sarà a portata di mano, anzi di coupon,  dotati di Qr-code, che si acquistano on line sul sito del Festival e vengono smarcati all’ingresso dei luoghi. Sul posto, il racconto dei luoghi, alla ricerca di aneddoti, curiosità, collegamenti: perché il segreto de Le Vie dei Tesori sta proprio nello storytelling che il pubblico dimostra di apprezzare, visto che il festival l’anno scorso ha raccolto 370 mila visitatori. Tutto ruota attorno al portale www.leviedeitesori.it, colmo di curiosità, articoli, immagini.

COME PARTECIPARE A LE VIE DEI TESORI

Basta acquisire il coupon per l’ingresso con visita guidata sul sito www.leviedeitesori.it e presentarsi sul luogo. Un coupon da 12 euro è valido per 10 visite, da 6 euro per 4 visite e da 2.50 euro è valido per un singolo ingresso. I coupon da 10 e 4 visite sono disponibili pure negli hub nelle diverse città. A tutti coloro che acquisiranno i coupon sul sito verrà inviata per mail una pagina dotata di un codice QR da  stampare (o salvare sullo smartphone) e mostrare all’ingresso dei luoghi. Sul posto, solo i ticket da 2.50 euro. Le scuole o i gruppi possono scrivere all’indirizzo mail prenotazioni@leviedeitesori.it.

 I LUOGHI

Nei cinque fine settimana compresi tra il 29 settembre e il 29 ottobre, il Festival vivrà la sua undicesima edizione a Palermo, con 120 luoghi aperti alle visite (anche per non udenti e non vedenti), un Festival Kids dedicato ai bambini; oltre 110 tour urbani guidati da storici, botanici, urbanisti, accademici; un “Itinerario contemporaneo” che aprirà contestualmente gallerie private e atelier d’artista; una serie di concerti in luoghi non convenzionali, in collaborazione con “Piano City”, progetto pilota del festival che per la prima volta esce dai confini milanesi; un percorso dedicato al cinema con visite sui luoghi della città che sono stati set, dal “Gattopardo” a Ciprì e Maresco; e ancora, incontri e spettacoli teatrali. Il Festival, insignito anche quest’anno della medaglia di rappresentanza del presidente della Repubblica, l’anno scorso ha chiuso con 215 mila visite in 15 giorni, poco meno del Colosseo, il luogo più frequentato d’Italia.

La Sicilia si mette in mostra: a iniziare dal suo capoluogo dove, a ogni nuova edizione, si aggiungono siti che avviano racconti. Quest’anno, spigolando tra 120 luoghi, salta agli occhi un castello normanno dimenticato come l’Uscibene; la grotta miracolosa dell’Acquasanta e la villa nobiliare tanto amata dallo Zar Nicola I da volerne riprodurre un salotto a San Pietroburgo; il Palazzo delle Poste, vero piccolo “museo futurista” con le tele di Benedetta Cappa Marinetti; la Casina Cinese, debito pagato al gusto per l’esotico del Regno delle Due Sicilie; l’archivio storico con il documento cartaceo più antico d’Europa; le “camere dello scirocco” dove i nobili sfuggivano all’afa; i qanat, cunicoli arabi, le catacombe paleocristiane che corrono nelle viscere della città e l’unico Miqveh, il bagno ebraico; gli oratori serpottiani, veri pizzi e merletti in stucco, oppure le ville nobiliari, ancora con gli arredi originali, che raccontano una Palermo Felicissima al passo con le corti europee. E i nove siti entrati a far parte del percorso arabo normanno dell’UNESCO: saranno i protagonisti di una Notte bianca gratuita nell’ultimo weekend di ottobre. Scorrendo le altre quattro province, l’elenco si allunga a dismisura: dal Carcere Borbonico di Siracusa, dimenticato e chiuso da vent’anni, alle chiese nascoste e i fortini a guardia dell’antica Messina, ai percorsi ipogei e all’appena scoperto Teatro ellenistico nella Valle dei Templi di Agrigento, fino all’azienda dell’amaro Averna di Caltanissetta.

Un tentativo di collaborare in Sicilia a un sistema innovativo e virtuoso di gestione dei beni culturali, con un grande apporto tecnologico (un portale unico che mette a sistema i luoghi, una app che consente di smarcare i coupon di ingresso e di “tracciare” le visite dei partecipanti). Un percorso di appropriazione e di riconoscimento da parte dei cittadini, ma anche un grande volano per il turismo. Ne è conferma l’interesse del tour operator I Viaggi dell’Elefante che ha stretto un accordo con gli organizzatori del Festival per realizzare un’attività di incoming turistico sulle città coinvolte dalla manifestazione. Un’attività che proporrà itinerari in luoghi inediti e che avrà una programmazione annuale, veicolata sul mercato nazionale e internazionale.

Oggi la presentazione alla stampa, al Ministero dei Beni culturali a Roma, con il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e l’assessore alla Cultura Andrea Cusumano; l’assessore ai Beni culturali della Regione Siciliana, Carlo Vermiglio; Poste italiane, main partner del progetto; l’amministratore delegato di Viaggi dell’Elefante, Enrico Ducrot; il presidente dell’associazione Le Vie dei Tesori, Laura Anello; il presidente dell’associazione Amici dei Musei siciliani, Bernardo Tortorici; amministratori, sovrintendenti, responsabili dei luoghi delle città coinvolte.

“Da piccola manifestazione locale, Le Vie dei Tesori è divenuta negli anni un vero e proprio evento culturale di dimensione nazionale – sottolinea il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando -. Un evento che collega luoghi fisici, epoche storiche e soprattutto culture diverse. Evento che è divenuto uno fra i principali momenti del calendario culturale di Palermo e ora dell’intera Sicilia, accogliendo decine di migliaia di visitatori e turisti, divenendo esso stesso motivo e stimolo per migliaia di cittadini a riscoprire le proprie città e i propri territori. Tutto questo è possibile grazie ad un infaticabile gruppo di appassionati e innamorati di Palermo e della Sicilia, della cultura e del bello che hanno costruito un’importante sinergia con le istituzioni pubbliche e private realizzando un risultato di cui tutti siamo allo stesso tempo grati e orgogliosi”.

“Le Vie dei Tesori è un’iniziativa che è cresciuta di anno in anno, e oggi raggiunge numeri importanti sia in termini di pubblico che di monumenti aperti, così come di riscontro sulla stampa- spiega Andrea Cusumano, assessore alla Cultura del Comune di Palermo -. L’unico dato finora rimasto invariato era il nome della città: adesso questo modello tutto palermitano di polo museale diffuso, viene esportato ad altre sedi siciliane. Palermo parte da qui come capitale della cultura italiana: ed immagina, costruisce ed esporta modelli culturali vincenti, in una sinergia costante tra pubblico e privato”.

“Facendo tesoro dei risultati straordinari ottenuti a Palermo in questi ultimi dieci anni, d’intesa con gli ideatori dell’iniziativa, abbiamo voluto estendere il modello vincente de Le Vie dei Tesori anche ad altre città dell’Isola – interviene l’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana Carlo Vermiglio – come Messina, che sta riscoprendo il proprio potenziale culturale e artistico, e Siracusa, da sempre città d’arte inserita pienamente negli itinerari turistici nazionali ed internazionali. È una scommessa che quest’Amministrazione, seguendo un preciso indirizzo politico-culturale, intende giocare fino in fondo, investendo sulla bellezza del patrimonio e costruendo un sistema strategico tra istituzioni pubbliche, associazioni e fondazioni per sviluppare modelli di interpretazione e valorizzazione dei beni in maniera condivisa; e puntando su un maggiore coinvolgimento del settore privato in linea con le esigenze della società contemporanea. Le Vie dei tesori non è solo una manifestazione di alto rilievo culturale, caratterizzata da una comunicazione innovativa ed efficace, ma è un’occasione di sviluppo del territorio e negli anni ha contributo a costruire un senso di appartenenza alla cultura e all’arte come bene comune primario per tutti“.

“Le Vie dei Tesori valorizza il territorio con iniziative capaci di coinvolgere il pubblico contribuendo alla circolazione di idee, informazione e sapere – spiegano i responsabili di Poste Italiane, main partner della manifestazione – ; il taglio divulgativo e inclusivo lo rendono particolarmente affine ai valori di Poste Italiane azienda che, da oltre 150 anni, è presente su tutto il territorio nazionale svolgendo un ruolo di primo piano per lo sviluppo economico, sociale e culturale del Paese. Una delle tappe, tra l’altro, riguarderà il Palazzo delle Poste di Palermo, definito dagli storici dell’arte “un piccolo museo futurista”. Progettato da Angiolo Mazzoni, architetto e ingegnere dell’allora Ministero delle Comunicazioni e inaugurato il 28 ottobre del 1934, l’edificio è un magnifico esempio di architettura negli interni e negli arredi, tra cui cinque grandi tele di Benedetta Cappa, moglie di Tommaso Marinetti”.

“Il turismo culturale è la risorsa primaria del nostro Paese, come dimostrano i recenti report – interviene l’amministratore delegato di Viaggi dell’Elefante, Enrico Ducrot -.  Cultura, natura, artigianato sono un immenso patrimonio concentrato in un territorio relativamente piccolo. Le Vie dei Tesori ha come obbiettivo non solo quello di valorizzare e far scoprire monumenti non facilmente accessibili, ma anche di aprire luoghi di alto valore esperienziale in diverse città, contemporaneamente. L’alleanza con Viaggi dell’Elefante ha per scopo la programmazione e la vendita di itinerari in Sicilia di alto valore culturale, sia per il mercato nazionale che per quello internazionale. Il mio legame familiare con la Sicilia, e particolarmente con Palermo, ha ulteriormente rafforzato questo coinvolgimento”.

“Questo è il risultato dell’impegno di un gruppo di giornalisti e di operatori culturali palermitani – dice Laura Anello – alcuni dei quali tornati nell’Isola dopo esperienze di studio e di lavoro fuori, decisi a vivere il loro impegno di cittadini in modo attivo, e di contribuire a quella messa a sistema del patrimonio culturale, materiale e immateriale, che costituisce un grandissimo valore per la Sicilia. Un piccolo miracolo che si ripete ogni anno. La manifestazione di Palermo, a parte qualche piccolo supporto pubblico, si sostiene con il contributo dei visitatori e con l’intervento di partner e sponsor. Ma l’anno scorso il Festival a Palermo ha prodotto una ricaduta di ricchezza turistica di oltre due milioni e mezzo di euro”.

“Siamo partiti aprendo luoghi inediti e di solito chiusi – dice Bernardo Tortorici, presidente dell’associazione Amici dei Musei siciliani, partner de Le Vie dei Tesori – adesso anche grandi istituzionali museali e culturali della Sicilia partecipano a questa grande festa, consapevoli della crescita esponenziale dei visitatori e del grande effetto promozionale. Le Vie dei Tesori – aggiunge – non apre e basta. Apre e racconta. Le visite guidate sono il valore aggiunto della manifestazione, quelle che possono trasformare anche un rudere in un luogo imperdibile, se custodisce una bella storia. Per questo voglio ringraziare i nostri volontari che anche quest’anno, con enorme fatica, accoglieranno i fiumi di visitatori, coadiuvati dagli oltre 600 ragazzi delle scuole siciliane, formati in percorsi di alternanza scuola-lavoro”. A supporto dell’accoglienza, quest’anno, anche trenta “minori stranieri non accompagnati”, giovani migranti arrivati in Italia sui barconi, oggi ospiti delle comunità, che hanno imparato l’italiano e hanno accettato con entusiasmo di partecipare all’iniziativa.

Il Festival mette a rete cinquanta tra istituzioni e associazioni siciliane, tra cui i Comuni, le Soprintendenze, le Diocesi, le Università, la Fondazione Unesco Sicilia. Tutti mettono a disposizione i loro beni (in gran parte di solito chiusi) per aprirli alle visite guidate e agli eventi. Un coupon da 10 euro “vale” 10 visite, un coupon da 5 euro consente di farne 4, un coupon da 2 euro serve per 1 visita singola. Non sono personali e possono essere utilizzati da gruppi e familiari. Quest’anno c’è anche una card che consente di visitare tutti i luoghi in Sicilia e che sarà promossa sui treni siciliani, grazie a un accordo con Trenitalia che riserva uno sconto a chi decide di viaggiare verso Palermo, Messina e Siracusa tra il 12 settembre e il 29 ottobre.

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